Dalla memoria familiare alla storia condivisa
L'Archivio Storico della Fondazione Museo della Shoah raccoglie e valorizza i fondi di famiglia per restituire identità alle vittime e trasmettere conoscenza alle nuove generazioni
Da oltre dieci anni l’Archivio Storico della Fondazione Museo della Shoah raccoglie e custodisce fondi di famiglia che raccontano le vite spezzate delle vittime della persecuzione antiebraica nei territori italiani. Atti amministrativi, fotografie, diari manoscritti, biglietti dalle carceri, lettere dal campo di transito per ebrei di Fossoli e altro materiale di questo genere, consentono di ricostruire le vite di quanti hanno attraversato prima il periodo della “persecuzione dei diritti”, tra il settembre del 1938 e il 25 luglio del 1943, e poi quello della “persecuzione delle vite”, durante l’occupazione nazista.
Di fronte alla naturale erosione della memoria, al negazionismo e alla sovrapposizione impropria di eventi storici, emerge con crescente urgenza la necessità di ancorare la narrazione della Shoah alla solidità delle fonti storiche. Con la progressiva scomparsa dei testimoni diretti dei campi di sterminio, l’archivio è destinato a diventare il fulcro attorno al quale si svilupperà la didattica su questi temi nei prossimi anni.
È grazie allo studio e all’analisi dei fondi di famiglia che le persone ridotte a numeri sulle liste di trasporto verso i campi di sterminio nazisti potranno riacquistare un nome, una storia, un’identità, tornando a chiamarsi papà, mamma, figlio, etc.
Da tale consapevolezza nasce la campagna di raccolta documenti dell’Archivio Storico della Fondazione Museo della Shoah dal titolo Dalle case alla Storia. Ogni documento può restituire una vita.
All’interno di questa iniziativa si inserisce il portale l’Archivio Racconta, una piattaforma digitale che, al momento, contiene otto biografie elaborate a partire dai fondi di famiglia donati alla Fondazione nel corso degli ultimi dieci anni.
Tra i principali obiettivi a cui abbiamo pensato pubblicando on line questo portale, ne emergono due in particolare:
a. far conoscere ai futuri donatori l’impegno quotidiano con cui l’Archivio Storico della Fondazione Museo della Shoah trasforma i documenti in storie corredate da gallerie fotografiche e documentarie, cronologie, trascrizioni, mappe interattive e molto altro.
b. avvicinare gli studenti allo studio della Shoah a partire dall’analisi di fonti archivistiche che raccontano le diverse fasi della persecuzione antiebraica nei territori italiani, promuovendo un approccio critico e consapevole al passato.
Abbiamo l’obiettivo di mettere in contatto le memorie dei donatori del nostro archivio – alcuni dei quali testimoni diretti della persecuzione antiebraica – con studenti, ricercatori e cittadini desiderosi di approfondire questi argomenti. Vogliamo che i documenti custoditi diventino ponti tra generazioni, strumenti di conoscenza e di consapevolezza, affinché il ricordo del passato non si disperda ma continui a interrogare il presente.